giovedì 19 gennaio 2012

Avevo stata selezionata!

Lo so. Non mi vedete quasi più ma con la crisi pure le parole vengono meno. Non ci si emoziona tanto. Scarseggia di tutto. Il pensiero prende vie, ma non quelle del blog. Però mi porto dientro ancora tanti strascichi dei tempi che furono. Per esempio ero stata selezionata per una roba tanto fica. Una volanzine di Scriptavolant. Poi ho fatto la cattiva e giustamente trattandosi di sito ben organizzato con gente seria che lavora mi hanno fatto fuori. Infatti mi sono già prostrata a baciare parecchi culi e ho tentato di scusarmi, ma che ci vuoi fare..sono terrona ed ho i miei tempi per non fare le cose! Comunque lì si doveva commentare i racconti, io non l'ho fatto ed è scoppiato il patatrak!
Però gli altri mi hanno commentato un sacco! In sostanza pare che il mio racconto facesse parecchia merda!..in effetti...!Comunque io me lo piazzo qui, sul mio blog, il mio amatissimo e abbandonatissimo quindi frustratissimo blogghe! Si lo so è parecchio drammatico sto racconto. Non è certo la yashanti che conoscete voi! sarà per quello che ........Poi ditemelo voi...cosa ne pensate?

La rumba e i santi

Quando ho visto che non c’era più nulla da fare, ho preferito sul momento battere in ritirata.
“ Quelle rosse?”
“ Si, quelle rosse col tacco a spillo.”
Immagino che la decisione definitiva si prenda sempre nel momento in cui si percepisce di non poter più contribuire a modificare le cose, nemmeno sotto sforzo, nemmeno pregando qualche santo.
Come molti, arrivo a pregare solo quando non ho scelta, con la solita pretesa che proprio per non averlo mai fatto, mi venga riservato un diritto di prelazione sul favore richiesto.
Non è mai cambiato niente pregando e mi vergogno anche un po’ a farlo quando lo faccio, in fondo muoiono tante cose, tante persone ma a me non interessa io voglio solo che arrivi il momento di ballare la rumba, m’interessa solo che arrivi la rumba.
Pur avendone il timore, non avrei mai creduto che non sarebbe stato capace di farlo davvero ed ero anche convinta che un barlume di vita mi fosse rimasto, invece no, niente di niente, mi viene quasi da pensare che se magari non avessi pregato quel santo le cose sarebbero andate diversamente, ma poi non avrei avuto altro, nessuna ultima spiaggia, solo la rumba.
I figli non si dovrebbero mai fare con i disperati, quelli che con i figli cercano di crearsi una personalità, di crearsi un alibi per le loro miserabili vite e la tua vita può essere miserabile indipendentemente dai soldi che possiedi, dalle specializzazioni che hai, la tua vita può essere miserabile e basta.
“ Viola no! Stai zitta, smettila, non dovresti dirmi tutto questo, così limiti la mia possibilità di aiutarti!”
“Non c’è problema Sara, non m’interessa essere aiutata, devi solo sistemare le cose al meglio quando sarà il momento, nient’altro.”
Certi locali sono strani, da una parte tutta birra, dall’altra tutto tranne che birra, come se cambiasse qualcosa bere birra piuttosto che altro quando ti prepari a fare quello che dovevo fare io.
Le scarpe rosse calzano bene, nessuno scricchiolio nonostante siano nuove, nessun dolore, immaginavo sarebbero state perfette e lo sono.
Nonostante tutta questa gente, non ho nemmeno un barlume di disagio addosso, nemmeno un piccolo pensiero per la testa, d’altra parte non mi serve più pensare ora che sono pronta.
L’ho visto da lontano, ho riconosciuto subito la sua miseria e lui la mia.
“Viola, non dovresti essere qui.”
“Non dovrei.”
“Perché sei qui?”
“ C’è una rumba che devo ballare stasera.”
In quel momento avrei preferito dargli almeno il tempo di pregare qualche santo ma poi ho pensato che quel tempo sarebbe andato sprecato, che chi si sente dio non ha bisogno di nessun santo da pregare.
“Ho fatto tutto quello che potevo per salvare nostro figlio Viola, sarebbe morto anche se fosse stato un altro il chirurgo, sono passati cinque anni, le persone vanno avanti Viola, dovresti farlo anche tu, prenderti cura di te stessa, Cristo!”
Mi sono preparata così bene che ci ho messo un attimo e nell’esatto momento in cui è morto sono convinta che non abbia provato nulla. In fondo era quello che volevo per lui, che non provasse più nulla ed ero quello che volevo per me, non provare nulla.
“Pronto! Sara? Preparati a sistemare le cose, ho appena finito di ballare la mia Rumba!”


2 commenti:

Cabi ha detto...

Bentornata!
Cercavo tue notizie da un pò...

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

ciao tesò!