sabato 14 maggio 2011

Quando esco incinta smetto

Quando esco incinta smetto.
Le ultime parole famose di una terrona che si fuma pure i tronchi degli alberi o in alternativa, di una terrona che fumandosi tutti quei tronchi d'albero, tenta discretamente di disperdere il terrore di non uscire incinta un giorno, per il solo fatto che è molto più semplice rinviare, come nelle udienze di smistamento, a data da destinarsi.
Uscire incinta per una donna del sud è fondamentale e dai tredici anni in su il momento è sempre buono, tanto poi ci pensa il signore a crescerli, che i bambini sono tutti figli di dio, anche se pare che dio da quelle parti abbia accumulato parecchi debiti.
Sono come terra che autofermenta le donne del sud, attecchisce tutto e subito, manco il tempo della goduria, neanche il momento di capire chi perchè e dove.
Il fatto è che non c'è niente da fare, gli interessi vengono meno quando non c'è nulla di cui interessarsi e allora invece di un nulla freddo si arraffa un qualcuno caldo, magari dietro una balla di grano appena falciato, un ulivo che fa penombra o un tratturo infossato chissà dove e da brava terrona che non  rispetta la tradizione posso dire che l'ulivo ha sempre avuto una marcia in più.
Eppure regna sempre quest' atmosfera di castità voluta e ostentata al sud, che poi serve solo a ricoprire la natura umana e a renderla più presentabile al solito signore, quello della croce e si  va avanti così, facendo come con il tappeto, le briciole.
Eppure quella volta che ho provato ad accennare alla nonna che tanto puritana proprio non ero, quella non s'è scomposta per nulla e m'ha infilzato subito i suoi occhi catarattici addosso come avrebbe fatto con un qualsiasi altro peccatore pronto per l'inferno, poi ha cominciato a pregare come se stesse per morire e mi pare di aver capito che me la sono cavata con una decina di rosari. Tutto qui. Una decina di rosari per essermi imbruscinata in modo brutalmente peccaminoso sotto un' ulivo.
I padre nostro si perdono al sud, si possono invocare per un'autoreggente di troppo che prima era normale e ora invece ti devi vergognare, ma anche per un'assenza ingiustificata dall'incontro quotidiano con il prete. Il prete. Come se un prete potesse redimere dai sogni, dalle voglie, dai desideri, dalle mancanze e dalle assenze.
In fondo le invidio, loro così prospere che sembrano buttare latte da tutte le parti e forse quella finta castità c'entra, perchè crea quelle atmosfere furtive nelle quali o la va o la spacca, che poi anche se spacca non sarà peggio di prima, che prima non si stava mica così bene, "allora se si può solo migliorare e sono così prospera,  se esco incinta, può essere che la vita mia migliora e divento felice?"
"Non lo so Loreta, non lo so, io son di Bologna, queste cose non le so e passami le sigarette!"


2 commenti:

Dossi Artificiali - Official Blog ha detto...

saluti da Catania!

Francesco dei Dossi Artificiali (rock band di terroni purosangue)

Debora ha detto...

Mon amie..da me c'è un premio che ti aspetta!!
Besos!!