lunedì 30 maggio 2011

i bambini non mi toccano

Il nostro è uno strano ropporto. Ci scrutiamo, ci giriamo intorno, ci sosteniamo, ma non ci tocchiamo.
Ho sempre avuto questo tipo di rapporto col genere bambino e non ho mai sopportato l'atteggiamento gne gne di tutti gli altri. 
"Ma com'è carino, un topolino, un tesorino, ma com'è bellino, un amorino e tiri tiri tiri tiri" oppure "Guarda, non lo dico per dire eh, ma il tuo è davvero bello gne gne!"
Tutto il giorno a gnegnare quanto è carino e cicciottino, tutto il giorno a fare versi pieni di consonanti credendo cosa? Che il mostriciattolo capisca quelli piuttosto che una parola vera? Perchè dovrebbe?
Allora io gli parlo bene e gli dico "Ciao caro, tutto bene? La tua giornata? Ancora pannolino?" E lui mi guarda, capisce tutto e di rimando, lo sento che apprezza l'essere trattato come un'adulto. Il nostro non è amore è solo un rapporto civile, ci cerchiamo ma non ci tocchiamo che è un pò fastidioso.
Quelli invece toccano, tutti toccano qualcosa, la manina, il piedino, il nasino, il pancino e l'insofferenza del fanciullo trapela da un'intensa vomitata su una camicetta color perla di tessuto chiffon.
A quel punto il soggettone di turno si permette pure di incazzarsi. Ah! adesso lo si tratta come un adulto il topolino, adesso che a modo suo e non tuo ti ha fatto capire che non devi rompere le palle con tutto sto ravanamento di piedino e pancino.
Tutto il genere bambino è bello, pure quelli che hanno gli occhi storti  lo sono e  la nonna dice sempre che anche loro quando crescono s'aggiustano. Ma i grandi iniziano con la storia che comunque è bello anche così, che è normale, è normalissimo. Invece no, non è normale, può capitare di nascere con qualche acciacco, a volte si recupera a volte no, è la vita, è così, ma il mio piedino storto è sempre più dritto della tua gran faccia da culo. E' quello che pensano tutti i bambini, che quelli sono furbi e quando nascono hanno già la capacità di distinguere gli idioti dagli stolti e gli stolti dai sani; poi inconsapevolmente perderanno  questa capacità, ma soltanto quando saranno già diventati degli adulti stolti, idioti o sani.
Grandi lezioni di vita dai bambini, ma le differenze tra quelli del nord e quelli del sud le lascio a Covatta che lui è più bravo, io volevo solo dire che per quanto c'intendiamo, per quanto non tocchiamo.

4 commenti:

Debora ha detto...

Concordo pienamente!!
Mai parlato a un "bamboro" come li chiamiamo a Viaresg in maniera deficiente.. Molte mie amiche mamme gli parlano in maniera ebete, gli chiedono se vogliono il bombo (acqua), se vogliono andare a mimmi (passeggio), ti non raccogliere quello che è cacca (sporcizia).. E vedi sti bimbetti un po' allucinate che parlano in maniera sconclusionata usando aggettivi senza senso..
Ma siccome fin da quando nascono sono spugne vergini, ho sempre ritenuto che fosse il caso di intriderli(? si dice?) da subito usando l'italiano e vocaboli che si trovano sui più comuni dizionari..onde evitare di plasmare e forgiare altri ebeti e deficienti che già ce ne stanno in abbondanza...
Ecco, mi trovi tua alleata anche in questo..ma si sa, la complicità "è robba fine" (ti cito..)
Un abbraccione immenso!!

Barbara ha detto...

Oddio, ammetto con molta sincerità che io li tocco. E mi piace toccarli, però senza esagerare. So che potrebbero irritarsi i piccoli. E per quanto mi riguarda niente gne gne.. fastidiosi per le mie orecchie :)

Mi fai morire..........

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

non c'è nulla di male nel cipollarsi i bimbi, vien dà sé, ma io non li tocco eh!

LadyRevolution ha detto...

Nemmeno se ti accompagno e ti resto vicina nel momento che tocchi quel piedino bello ciccioso? :D [solo pochi secondi dai]

Buona Giornata.. col sorriso