venerdì 8 aprile 2011

se sei laureato ma disoccupato..ti tirano le pietre!

Di Alessandro Shovinskij Cascio-Autore (facebook)
C'è una certa banalità nell'Italia del web che porta i giovani a pensare che la laurea non serva a nulla visto che questa ragazza in foto fa l'operatrice di call center. Così un ragazzo che pianifica un futuro, si lascia sottomettere dall'inutile pessimismo che circonda il bel paese. Ci sono due cose da spiegare per essere chiari.
1. Sì, è possibile che se vi laureate finirete a lavorare in un call center, ma sappiate che chi non ha una laurea, operatore call center ci rimane.
2. Il valore della laurea aumenta secondo le capacità personali e se proprio siete laureati e non riuscite a schiodarvi dal call center, è forse perchè non avete capito un cazzo di ciò che avete studiato.

Studiate quindi, crescete. Lasciate il pessimismo ai vecchi.

E qui mi si è aperto un mondo. Più che altro una vena. Quella del collo che non esplode, ma s'incazza.
Di solito quando dissento, faccio fatica a commentare. Non lo faccio perchè mi hanno fatto capire che tendo all'aggressività. Non vorrei implodere però. Sono una blogger. Approfitto e bloggo quindi.
Ricordo bene. Uscita dal mio bel diploma di perito aziendale corrispondente in lingue estere, in quel del 2001, le banche, le aziende e gli studi professionali mercanteggiavano per convincere me e i miei cari colleghi che lavorare lì, proprio lì avrebbe dato un incipit sfolgorante alle nostre carriere.
Sbagliando s'impara, ai tempi ho optato per un disgraziatissimo pompa magna studio professionale  nel quale mi sono fatta sfruttare all'incirca un quattro cinque anni. Poi non ho imparato e mi sono iscritta a giurisprudenza che ancora mi fioccavano addosso offerte di lavoro come fossero arachidi in orario d'aperitivo.
Studiare di notte e lavorare di giorno in una deliziosa azienducola rivelatasi poi, una mediocre bettola governata da soggetti più che omofobi, è stata un'esperienza che tutti, almeno una volta, dovrebbero provare nel corso della vita. Dopo qualche anno, per evitare il suicidio, decido di approfondire solo gli studi in full immersion. Certo se avessi avuto la minima conferma che l'uomo fisicamente è animale in grado di prendersi a calci in culo da solo, l'avrei fatto, ma ero ancora troppo intenta a sognare grandi sogni.
Ho smesso di presentare il sette e trenta lo stesso anno in cui mi sono laureata e tutto questo solo perchè andavo pazza per la legge, la giurisprudenza e la cassazione.
Non ho avuto la sfortuna di finire in un call center, ma tanti si. E tanti lì sono rimasti. Sembra che giurisprudenza vada forte al call center. Ora, non vorrei sconvolgere qualche animo sensibile, ma i callcenteristi laureati non è che stanno lì perchè sono tutti idioti; probabilmente non hanno pezze d'appoggio economiche su cui poter sbattere  il proprio culo laureato. E abbiate pazienza, non tutti al mondo vogliono diventare anoressici; addirittura c'è ancora qualcuno a cui piace procurarsi un pò di cibo col sudore della propria fronte. La cultura è una gran bella cosa, ma certo non viene consegnata  in bollo su pergamena. Al call center non ci sono i diplomati, perchè molti di loro sopravvivono di lavori veri; non fanno gli stage, i tirocini, i co co co e pro pro pro. Lavorano, sono in gamba, ma sfortuna per noi, costano molto meno e allora in culo alla laurea, che sei troppo qualificato e ti devo pagare il doppio, addirittura ti devo pagare  le competenze acquisite. C'è da dire poi, che anche il diplomato ha i suoi problemi... se non conosce almeno dodici lingue, non ha  dieci anni di esperienza e un'età inferiore ai 25 fa la fine del laureato!
Cari diplomati, la cultura rende consapevoli e ognuno di noi dovrebbe essere in grado di vivere sapendo come  sta vivendo. 
Cari laureati probabilmente in futuro avremo le tanto doverose possibilità che sogniamo. Ma ora no. Niente sogni. Niente di niente. Solo, è spiacevole che proprio a noi tocchi la parte dei coglioni che non capiscono un cazzo di quello che hanno studiato dopo averlo tanto studiato!

L'argomento comunque non è nuovo... alto spionaggio industriale e l'università..roba da ignoranti!

6 commenti:

Simone ha detto...

Sigh, che tristezza... :(

Comunque forse non è (o non era?) uguale per tutte le facoltà. Tra tutti i miei ex colleghi ingegneri (io ho "passato" ^^) non ne ho mai incontrato nessuno che non trovasse un lavoro nel quale fosse richiesta la laurea. Poi magari erano sempre lavori del cavolo, eh! ^^

Simone

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

benvenuto simone..

Anonimo ha detto...

La speranza è l'ultima a morire, ma chi di speranza vive disperato muore ...anch'io laureato ma non trovo uno straccio di lavoro, l'unico è stato al call center che ho mandato a cagare dopo un esaurimento nervoso!!
Ed ora sono punto e a capo, senza risorse economiche, senza raccomandazioni ad esaurirmi pensando a cosa fare , ma alla fine arriva la sera che ti rassegni perchè non c'e un cazzo da fare.

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

io credo fermamente che la situazione che si sta vivendo sia estremamente difficile da far capire; inesorabilmente si passa per fancazzisti prima e per toppo ambiziosi poi. Ai disoccupati viene detto continuamente che bisogna darsi una mossa, che se non trovi è perchè non vuoi trovare, che se davvero hai bisogno di soldi "valà che un lavoro lo trovi". Il problema è che solitamente queste affermazioni provengono da chi un lavoro ce l'ha! Dover chiedere ancora una sorta di paghetta ai propri genitori, magari con una laurea in tasca o peggio a causa di quella laurea, oppure aspettare il fatidico giorno in cui rigorosamente a mani viene consegnato un tristissimo rimborso spese, sincopare per qualche giorno di ritardo e a volte perdere proprio le speranze di riceverlo è imbarazzante, alienante!

Luciano ha detto...

Grazie per essere tornata da me e scusami se non frequento più tanto come prima i blog Ciao

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

bentornato luciano!