martedì 5 aprile 2011

non è un paese per emancipate

Non vi è donna in italia che nonostante l'ostinata frenesia di voler figliare come una coniglia passati gli enta,  non si accapparri il titolo di emancipata.
L'emancipazione è la liberazione da una condizione d'inferiorità, di costrizione; il concetto è in stretto rapporto, quasi culo e camicia col genere femminile, d'altronde non credo di aver mai sentito parlare di uomini emancipati.
L'emancipata è del nord, se col tacco dodici e una gonnellina ciovane filo passera, è in grado di cavalcare una graziella con cestino, avventurandosi per le vie sconnesse di una città, che col ventre tutto irrigidito, prima se la ingurgita e poi la risputa.
L'emancipata del sud è quella che non ha figliato prima dei quindici anni e per questo ed altri motivi prende parte alla sua vita e il paese a calci in culo.
Il concetto di emancipazione è una brutta bestia.
Cazzo vuoi che significhi emancipazione? Certe tabbuozzone intelligentone le vedi passare con quell'aria di sfida emancipata, truccate come delle mignottone d'alto bordo, come se l'emancipazione fosse una questione di trucco e parrucco. E' d'obbligo poi diffidare, in ordine: delle suorine, delle figlie dei fiori, delle donne in carriera, delle casalinghe, delle lesbiche, di quelle rimaste ai tempi di...ta ta tara ta ta ta tara ta ta ta tara ta ta del gioca jouer, delle ninfomani, delle sessantottine, delle fascistone, delle seguaci di Donatella Rettore.
Ognuna di queste donne potrebbe potenzialmente essere emancipata certo, ma l'emancipazione ahimè è cosa che non sai. Certamente non potrà mai qualificarsi emancipata chi ritenga di esserlo. Certi soggettoni si pubblicizzano come emancipatissime perchè non si depilano le ascelle o perchè hanno il coraggio di indossare improponibili calzettoni a righe. D'altra parte quando si chiede a chi non si conosce se è bravo a fare ciò che fa, il più scarso di tutti risponderà che è un genio. Amore mio, ma i geni sono talmente idioti da non sapere che sono geni!
Sta di fatto che ho sempre sperato di diventare una brillante donna emancipata ed ho sempre invidiato certe persone di cui si diceva essere brillanti ed emancipate. Brillante è una parola che mi ha sempre attirato molto. Emancipata invece, comincia a starmi un pò sul cazzo.
Non credo comunque, che diventerei mai un' emancipatona coi fiocchi.
Forse qualche alzata di cresta ogni tanto.
Il fatto è che non ho scarpe coi tacchi se non quelle ortopediche, la mia graziella è senza cestino, le gonne filo passera non sono certo per quelle che hanno un culo triplo come il mio, non ho figliato, non ho l'aria di sfida emancipata, non mi trucco nè parrucco, inoltre, in ordine: non sono una suorina, una figlia dei fiori, una donna in carriera, una casalinga, una lesbica, una rimasta ai tempi del ta ta tara ta ta ta,  ma questo lo lascerei in forse, una ninfomane, una sessantottina, una fascistona. 
A questo punto direi che la mia emancipazione si riduce al fatto che sono una seguace della Rettore e forse di Claudio Cecchetto.

4 commenti:

pri ha detto...

ahaha! grazie per le canzoni...ne sono una convinta seguace! questo fa di me un' emancipata?

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

ovviamente pri!

Cabi ha detto...

E'da un pò che seguo il tuo blog, ma è la prima volta che ti commento...
Forse un'inizio di emancipazione è proprio quello che hai spiegato tu: non appartenere alle categorie di donne che hai elencato...e poi andare per la propria strada...
Cabi

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

benvenuta cabi..