sabato 19 marzo 2011

sono nel mio cappotto a camminare un pò..poi torno.

"....Oggi quando torni non mi troverai
sarò nel mio cappotto a camminare un po’..

"..Lascio libero uno spazio per potermi avvicinare
per sentire la mancanza e un vuoto da riempire
mi allontano dal tuo abbraccio per poterci ritornare
perché sia sempre una scelta e non un patto da onorare.."


3 commenti:

Anonimo ha detto...

....e questa è l'opinione della donna; e forse se loro fanno così di sicuro il genere maschile, nel corso degli anni se lo è meritato!
....ma se invece l'uomo di questa signorina che senza una ragione non si fa trovare, non è altrettanto masochista da voler star male, perchè così capisce che è ancora innamorato!?
...e se invece l'uomo in questione cerca di dimostrare ogni giorno il suo amore attraverso cose che fanno star bene?
....e se quest'uomo non crede che l'amore debba essere per forza sofferenza?
...e se quest'uomo un giorno si stancasse di star male!?....
Sì, perchè lui vuole star bene, con la sua donna, che ama; vuole parlare se ce ne bisogno, vuole capire se non ha capito, vuole risolvere i problemi con tenerezza, se ce ne sono!
Allora cosa farebbe la signorina in questione?
Rivaluterebbe il suo uomo?
Capirebbe che forse ha tirato troppo la corda? e che in fondo siamo diversi nel modo di pensare le stesse cose, e che se fa così è molto molto egoista?


...oppure rimarrebbe in casa ad attendere il suo uomo determinata ad incazzarsi se per lui la scelta diventa un patto da onorare, e non solo per puro egoismo!?!

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

Caro il nostro uomo del sud.
Per quanto riguarda il contesto musicale, la canzone nel post è scritta da un uomo. Il buon Niccolò Fabi per la precisione, che ci parla di quella probabile tragedia che si potrebbe innescare in una coppia dopo la morte per meningite della loro unica figlia di due anni.
Per il resto invece, ritengo che la parola egoismo sia quella giusta ma in un contesto sbagliato.Semplicemente mi sono resa conto che per tre giorni ho allegramente zompettato a destra e sinistra seguendo una scia, facendo un sacco di cose piacevoli, cose interessanti, cose anche mie, ma non solo mie.
Oggi per qualche ora, invece,sono riuscita a ritagliarmi alcune di queste mie cose: una tastiera, qualche parola, musica e un sottofondo di silenzio.
L'attimo dopo invece, senza capirci più nulla non avevo più una tastiera, non avevo parole, dipersa la musica e nessun silenzio. Ho riflettuto ed ho pensato che mi sarebbe bastato un attimo in più, forse due in cui avresti potuto regalarmi quella silenziosa attenzione che ho sempre io per te quando ti vedo appassionato alle cose che fai; e subito dopo ero già di nuovo a progettare l'ennesimo cambio di programma, che per un normale meccanismo seguiva il tuo. Come al solito avrei preferito non avere parole. Come al solito le ho.
Almeno sono le mie. Sentirti addosso parole non tue mi ha colpito.Le scelte diventano patti e i patti vanno onorati. Ci sono persone però, che non saranno mai in grado nè di scegliere nè di onorare. D'altra parte verrebbe meno la stessa onorabilità qualora la scelta dovesse rivelarsi quella sbagliata.
Sono certa che le scelte di cui parliamo noi invece, siano quelle giuste. Come vedi non si tratta di egoismo quindi, ma di sensibilità o debolezza, chiamala come vuoi; su questa però, come sai, ho un primato ancora imbattuto.

Anonimo ha detto...

Continuo a ripeterti:
Non c'è bisogno di essere così cattivi ed ostili...se in un rapporto una persona ha bisogno di qualcosa ne parla con l'altro.
Tu invece se non ottieni quello che ti aspetti tratti male le persone.
Se preferisci che uno lo capisca da solo e non lo fa comincia a chiederti se è la persona giusta per te. Ma vedere i tuoi occhi parlarmi in quel modo; quello no.

...mi ferisci in un modo che non avrei mai immaginato.

...e che tristezza parlarsi così!

....e giusto per la cronaca;
ieri sono rimasto a casa e per la prima volta da tre anni e mezzo ho aspettato una chiamata.
Non è arrivata.