sabato 3 aprile 2010

Un gran bel nome

Non si può certo dire che un nome faccia una persona.
Puoi essere una persogna significativa e rilevante anche se hai avuto la mala sorte di chiamarti Assunta Concettina. Certo, quando però apri un'azienda e ti chiami Cocozza o Ricchioni e ti viene l'infelice idea di apporre una data, subito dopo il nome, per dare prestigio alla tua attività, rischi ti venga fuori un "Ricchioni dal 1940" e a questo punto il prestigio te lo metti nel culo, con rispetto parlando e senza alcuna allusione semantica. Però vedete voi, vien da sè.
Questa ribellione del babbo rispetto alla scelta del mio nome, in qualche modo e per qualche motivo mi ha reso perfetta. Mi ha resa quell'esserino di cui essere orgoglioso. Ero il simbolo del distacco dall'imposizione familiare. Babbo era diventato il braveheart della Puglia armato di mietitrebbia, ed io il suo urlo di libertà.
Nel tempo le cose sono un pò cambiate. Non ho più capito. Le mie libertà inesorabilmente sono diventate i miei obblighi. Le sue libertà, le mie. Una commistione di libertà, credetemi, porta a trascinanti confitti tra amore odio, affetto e odio, odio e odio e affetto.
Nella mia seppur sommariamente felice vita, c'è sempre stato qualcuno che mi ha preceduta.
Un'idea originale ad esempio, diventa meno originale quando la vedi pubblicata da un altro. Un vestito che desideri è meno desiderabile se comprato di tutta fretta dalla tua migliore amica. L'attenzione della mamma, la cerchi di meno se ti viene sempre rubata da un fratello. L'ultimo mon cheri, ti rimane sul cannarozzo se ti viene fottuto da uno, che entra dalla porta di casa, senza che gli apri.
Ritengo di esser sempre stata un grosso progetto familiare. Un progetto ben finanziato economicamente. Nel tempo credo di essere diventata un supporto morale credibile, una sorta di caterpillar che spala merda per evitare che gli altri ci si trovino dentro; un porta bandiera di cui essere orgogliosi e fieri; una donna cannone in esplorazione per garantire la sicurezza altrui; un aulin al momento giusto; un dissenten più volte al giorno. C'è da dire che più ligi di me al dovere, pare non se ne siano mai scorti. Una volta avrei potuto stupire chiunque. Una volta avrei potuto farlo. Una volta c'è stato chi ha puntato su di me. Su di me, me.
Nelle famiglie del sud se non ti sposi o sei zoccola o sei zitella. Quella volta c'era un progetto per me che avrebbe potuto deviare il caterpillar, che avrebbe reso tutti orgogliosi, che avrebbe ridato a papà le sue libertà e a me le mie. Un progetto che avrebbe riequilibrato pure l'affetto di mamma. Quella volta avrei potuto sposarmi. Quella volta poi, ho preferito di no a causa di quel mio butto carattere; un carattere, che ancora adesso mi contraddistingue e ancora adesso, mi porta, purtroppo senza risultati, a credere fermamente di poter fare nella vita quel cazzo che mi pare; un carattere che su definizione della famiglia, ravvisa elementi di spregevole arroganza, associata a quel pò di egoismo che non dovrebbe mai, almeno apparire, in una rispettata famiglia del mezzogiorno, in cui chiunque si sa, c'è l'ha duro ma non lo dice. Quella volta ho preferito me stessa. Cristo santo, ho sempre preferito me stessa! Ho preferito continuare a spalare la mia miserabile merda ancora per un pò. Ho scelto di essere un pò più donna del nord. Comunque sia, poi mi hanno preceduta. Di nuovo. Con il matrimonio di mio fratello e il tanto essere incinta di sua moglie, sono ritornata buona buonina al mio vecchio progetto, alla commistione di libertà, alle insofferenze di mamma.
Tutto sommato, comunque, c'è da dire che il mio è un gran bel nome.

5 commenti:

Ste ha detto...

La scelta dei nomi al Sud può essere effettivamente tragica. Ho conosciuto persone dal nome Orestina, Eduino, Arduino (tra l'altro cugino dell'Eduino precedente), Maria Bambina, Maria Greca, Rosellina, etc etc oltre ai vari Pasquale Giuseppina Concetta Assunta Immacolata. Se non fosse stato per mia nonna, il mio nome sarebbe stato proprio Immacolata, ma lei disse a mio padre Non provarci neanche per sogno a darle il mio nome!. Santa nonna!
Per quanto riguarda i progetti familiari fotocopiati sui figli, ho la fortuna di avere un fratello più grande, ampiamente fidanzato e, in un tempo più o meno breve, anche sposato. Mia fortuna perché io la testa a posto non la voglio mettere e tutto il resto della famiglia si è messa l'anima in pace. Tanto c'è mio fratello che soddisfa il loro progetto.

Ste

Debora ha detto...

E' arrivato, il tuo libro, e me lo son letto tutto d'un fiato!!
Complimenti, davvero molto bello!!Mi ha fatto sorridere moltissimo, e moltissimo mi ha fatta ridere a crepapelle!!
Spero sia il primo di una lunghissima serie..Peccato non poterlo avere con tanto di dedica..Ma so che presto provvederai anche a questo!!
Per il resto, so cosa significa, non personalmente, mio papà è un uomo del sud, che da moltissimi anni si è trasferito al nord, ha sposato una donna del nord, e ha due figli del nord..Ma un po' meticci dentro.. Da piccoli andavamo al sud 2 volte l'anno, per Pasqua e per le ferie d'agosto.. Poi solo per le ferie d'agosto.. Ora mio papà continua ad andare d'agosto, noi solo quando capita..
Dei nomi ne so qualcosa..In famiglia anno tutti i nomi del papà, del fratello del nonno di un lontano zio che è cugino di secondo grado della sorella.....Mio padre ha fatto come il tuo, è uscito dagli schemi, e ci ha liberati come un esorcista da questa catena...
Insomma.. che dire...
Fortuna che c'è chi può vantarsi di poter essere così com'è!!

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

debora, queste botte di autostima, solo tu puoi!

LaPina ha detto...

io ti venero!

yashanti il blog di una donna del sud ha detto...

debora, a quanto pare lapina ti fa concorrenza.....fate voi, io vado con quella che mi paga di più!