sabato 4 ottobre 2008

smetto di fumare e non penso

Non mi sento più divertente. Se mai lo sono stata, non mi sento più divertente.
Sarà per la nuova cura “dimezza nicotina” che sto facendo. Questa cura è al negativo, nel senso che NON mi sperpero il mio infimo stipendio accattando pacchetti di sigarette a qualsiasi minuto di qualsiasi ora di qualsiasi giorno ma fumo il tabacco!
Lo so è atroce. Care amiche del club Camel Light, io fumo il tabacco! lo fumo perché si spende meno; lo fumo perché fa così cagare che lo fumi meno; lo fumo perché così facendo smetto di fumare.
Smetto di fumare e non penso.
Non penso al fatto che dall’altitudine della mia ignoranza le cose migliori che cerebralmente concepisco si aggirano nella mia testa ad ora così tarda che non ho nemmeno il tempo per fermarle, congelarle e trascriverle subito dopo, perché sono già sogno da un po’.
Non penso al fatto che il sole d’autunno tanto decantato e così poetico mi sta lacerando il nervo ottico e anche qualcos’altro e quindi devo alzare il mio culone dal divano bestemmiando in giapponese per abbassare la tapparella e poi ritrovarmi circa ogni quattro minuti nel buio più profondo perché sta passando la nuvola di turno.
Non penso al fatto che i matrimoni o le convivenze sono paragonabili al sistema scolastico; la gente non è più in grado di stare insieme, di sposarsi, di far durare un matrimonio e promuoverlo a pieni voti. Generalmente ci si accontenta della sufficienza e di essere rimandati a settembre, senza impegnarsi tutto l’anno per recuperare.
Non penso al fatto che tette e culi guadagnano più di un operaio.
Non penso al fatto che nella mia famiglia non si può pronunciare la parola “open space” perché le parole inglesi mettono a disagio le persone semplici che l’inglese non lo sanno e mettono in cattiva luce chi, anche se non c’entra un cazzo che l’inglese lo sai, semplicemente parla di come poter arredare una sala da pranzo.
Non penso al fatto che la gente vuole l’attimo, il momento di gloria e non esistono più le persone semplici (famiglia mia esclusa) che oltre a non parlare l’inglese, cenano con pane vino e formaggio e al sashimi gli cagano in testa.
Non penso al fatto che attualmente la parola felicità può essere tranquillamente interpretata come egoismo grezzo e personalità scarsa con aggiunta di resterai solo a vita; ma chissenestracciafrega perché comunque TU VALI!
Non penso al fatto che tutti si preoccupano di coltivare passioni e talenti prim’ancora di capire se c’è realmente qualcosa da coltivare.
Non penso al fatto che i sogni sono sottovalutati, quando pensi di non averli e che il solo fatto di porti la domanda significa certamente che non ne hai, sono sottovalutati quando pensi di non poterteli permettere o di non meritarli e quando pensi che se anche li hai non t’importa.
Ora esco. Vado a comprare un pacchetto di Camel light.

1 commento:

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie