venerdì 1 agosto 2008

aumentare il contrasto

Io adoro il contrasto. Nelle foto aumento sempre il contrasto, sulla televisione aumento il contrasto, lo aumento anche quando mi vesto e spesso questo arreca danni irreparabili alla mia immagine, comunque sia il contrasto mi permetto di aumentarlo anche nelle relazioni personali.
Mi piace. Mi piace l’opposizione, il dissenso. Mi da una certa sensazione di onniscienza. Genericamente chi contrasta si presume abbia vasta conoscenza degli argomenti trattati, una cultura tale sul tema discusso, da porre in essere la necessità di argomentare ancora per introdurre nuovi punti di vista, nuove tematiche ed entrare in contrasto appunto con chi questa cultura approfondita proprio non ce l’ha.
Non è il mio caso.
Io entro in contrasto a prescindere dalla vasta cultura sull’argomento che spesso e volentieri non so nemmeno dove sta di casa.
In sostanza mi ritrovo volentieri a perdere occasioni per annuire gentilmente e confermare le affermazioni altrui solo per il gusto di farlo, per il gusto di mettere in crisi il filosofo di turno.
Io parto dal semplice presupposto che il filosofo di turno di cui sopra, parli per conoscenza da libro utilizzando metafore e parole come detentore, irresoluto, fiorente, depredato, dicotomia, moraleggiante, comprovare, ignominia, screzio e disistima sfoggiando un’ottima sintassi e un’invidiabile padronanza di linguaggio. Io parlo per cuore. Non a caso assieme a sole fiore e amore, cuore è una delle parole al primo posto nel mio vocabolario, certo assieme a quagliare e ad una serie innumerevole di (e voglio usare un parolone) turpiloqui. E come sasso batte forbice, con assidua frequenza cuore batte conoscenza e grammatica.
Mi diverte colpire la psiche, l’intimo; infatti i soliti argomenti del filosofo di turno mi annoiano. E il calcio per cui gli europei statisticamente potevamo vincerli e il tracollo della borsa che percentualmente potevamo evitarlo e i conti dormienti e quelli nascenti, e le guerre mondiali e il fascismo, il comunismo e la precarietà.
Di solito il contrasto lo aumento così :“Sei felice?”

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