E insomma, quelli, un giorno hanno saputo che tutti volevano una casa.
Però poi, quelli, hanno pensato che non è che ci stanno tutti sti posti, per tutte le case di tutti.
La cosa andava pensata assai bene. Allora, visto che potevano decidere la cosa, hanno deciso che la casa la facevano pagare assai, perchè se la facevano pagare assai, alcuni avrebbero dovuto rinunciare alla cosa della casa e rinuncando alcuni, altri avrebbero avuto un sacco di posti in più per la loro casa. Poi però s'è venuto a sapere che anche se alcuni avevano dovuto rinunciare, ce n'erano un sacco di persone, che un qualche modo per accaparrarsi sto posto l'avevano trovato. E allora, di nuovo niente spazio. Quindi, quelli, si ritrovano di nuovo a decidere e pur se un poco spiazzati, qualche cosa la dovevano fare. Ad un certo punto hanno detto "chi ce l'ha, ce l'ha!". E allora giù di sotterfugi, inganni, rivolte e scoppiettii; girava voce, che alcuni vagassero tutti strammati per le strade, mercanteggiando reni o altre cose strettamene personali da poter scambiare con la cosa della casa. A quanto pare, tutti volevano sta casa.
Meglio alle famiglie però, che quelli sono tanti e con un'unica casa risolvono la cosa.
Ai ciòvani no! quelli sarebbero capaci di vivero uno solo per casa cò sta storia dell'indipendenza. Niente ciòvani!! Niente ciòvani e niente anziani, che tanto quelli muoiono e poi bisogna rifare tutto!
ok. mi piace. lo pubblico!
mercoledì 7 ottobre 2009
martedì 15 settembre 2009
"lei signorina crede in se stessa?"

Ed eccolo qui.
IN ANTEPRIMA. THE BOOK!
A chi mi ha sempre intristito e a chi non mi ha capita. A chi mi ha infamata, derisa e violentemente sconquassata.
A chi ha sempre voluto aver ragione. Ora avrà ragione.
A chi non mi tollera, mi schifa, mi ansia, mi stressa.
Ci volevo dire: ...andatevelo a prendere tutti quandi nel colo!"
Il libro è per quelli che mi hanno sempre dolcemente, in maniera soffocante e sconvolegete, AMATA. Solo per quelli lì è il libro.
E chi l'avrebbe mai detto. E chi l'avrebbe mai pensato.
Tutto da sola ho fatto. No editori, no produttori, no mangiasoldi.
"lei signorina crede in se stessa?"
"aivoglia, eccheccazzo!"
Cumpà, leggiamoci, scriviamoci, maltrattiamoci, esaltiamoci e compriamoci i libri, i nostri libri!
Scrittori miei, nun c'abbiamo 'na lira. Allora beddi, suziamoci!
SCRITTORE, se sei uno scrittore, allora vai qui!
ps. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Ovviamente il libro è in vendita ad una cifra infimimissima; certo mi farebbe piacere, ma ci terrei comunque a rimanere con le pezze al culo! ci mancherebbe........
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venerdì 4 settembre 2009
divieto del giuoco del pallone in strada - ordinanza del Comune di Lavello
A Bologna è vietato sfondarti di birra e girare di notte con il vetro in mano al fine nobilissimo di evitare spargimenti di sangue. Stabbèn. E' per l'incolumità pubblica e il decoro urbanistico. Stabbén.
A Bologna è pure vietato poggiare le chiappe sulla scalinata della basilica del santo petronio; rompe un pò il cazzo, ma è per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale. Stabbèn.
A Lavello, ridente sputo di cittadina, paradossalmente artistica un botto, nella provincia di Potenza, il sindaco vieta (fra l'altro) il giuoco del pallone in strada!
L'ordinanza è la numero 48 del 2009.
Pare che alcuni bigotti e tristi soggetti del tipo "non ho un cazzo da fare", abbiano reclamato pesantemente l'intervento del sindaco, il quale grande uomo di spessore morale ha emanato quest'ordinanza ritenendo, che il giuoco del pallone e altri intrattenimenti collettivi, siano pericolo per l'incolumità pubblica.
Ora. Se tutte le volte che ho sfondato una vetrina a mia madre perchè mi sentivo parecchio ludica, seppur fosse stata di cristallo, ritengo che un' ordinanza col divieto del giuoco del pallone in casa, avrebbe pouto scaturire (fra l'altro) un potenziale interesse per una svariata cerchia di assistenti sociali .
Ma andiamo avanti. Otto anni di giurisprudenza, se dio vuole, non li ho ancora buttati al cesso e tra le millecinquecento pagine di diritto amministrativo e sentenze varie, il nostro legislatore, seppur soggetto indefinito ci insegna che:
"Il Sindaco è l'organo responsabile dell'amministrazione comunale; egli, pertanto, è legittimato, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 50 D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti in presenza o meglio per far fronte ad un pericolo imminente ed attuale"
Pericolo imminente ed attuale? il giuoco del pallone degli scugnizzetti in strada? il giuoco del pallone degli scugnizzetti in strada..a LAVELLO?
Azz!!!
A questo punto suggerirei ai bambini di lavello che presentano alterati sensi ludici, di sostituire il giuoco del pallone con il giuoco dell'ubriachezza molesta. Che sia individuale però!
Allego prova documentale.
A Bologna è pure vietato poggiare le chiappe sulla scalinata della basilica del santo petronio; rompe un pò il cazzo, ma è per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale. Stabbèn.
A Lavello, ridente sputo di cittadina, paradossalmente artistica un botto, nella provincia di Potenza, il sindaco vieta (fra l'altro) il giuoco del pallone in strada!
L'ordinanza è la numero 48 del 2009.
Pare che alcuni bigotti e tristi soggetti del tipo "non ho un cazzo da fare", abbiano reclamato pesantemente l'intervento del sindaco, il quale grande uomo di spessore morale ha emanato quest'ordinanza ritenendo, che il giuoco del pallone e altri intrattenimenti collettivi, siano pericolo per l'incolumità pubblica.
Ora. Se tutte le volte che ho sfondato una vetrina a mia madre perchè mi sentivo parecchio ludica, seppur fosse stata di cristallo, ritengo che un' ordinanza col divieto del giuoco del pallone in casa, avrebbe pouto scaturire (fra l'altro) un potenziale interesse per una svariata cerchia di assistenti sociali .
Ma andiamo avanti. Otto anni di giurisprudenza, se dio vuole, non li ho ancora buttati al cesso e tra le millecinquecento pagine di diritto amministrativo e sentenze varie, il nostro legislatore, seppur soggetto indefinito ci insegna che:
"Il Sindaco è l'organo responsabile dell'amministrazione comunale; egli, pertanto, è legittimato, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 50 D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti in presenza o meglio per far fronte ad un pericolo imminente ed attuale"
Pericolo imminente ed attuale? il giuoco del pallone degli scugnizzetti in strada? il giuoco del pallone degli scugnizzetti in strada..a LAVELLO?
Azz!!!
A questo punto suggerirei ai bambini di lavello che presentano alterati sensi ludici, di sostituire il giuoco del pallone con il giuoco dell'ubriachezza molesta. Che sia individuale però!
Allego prova documentale.
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sabato 29 agosto 2009
Massime..e minime
dall'alto della mia esperienza, ho concepito che:
- AL SUD l'unica rivincita che una donna non gravida può prendersi su una donna gravida è che la donna non gravida, anche se inutile, può ancora mettersi una maglietta di cotone senza reggiseno
- non esistono ragazze o ragazzi più maturi della loro età, anche se questo verrà inevitabilemente percepito, solo quando questi soggetti saranno diventati maturi
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ABBRUTIMENTO
sabato 22 agosto 2009
il cielo in una stronza
Mè. La yashanduzza vostra la potete denigrare pure qua!
Esagerate pure, che tanto, ciberneticamente, non vi posso corcare di mazzate!
Esagerate pure, che tanto, ciberneticamente, non vi posso corcare di mazzate!
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ANCHE NO
martedì 18 agosto 2009
paposc' e pettl' du garg'n
Paposce e pottole a vico del gargano, gran paese podolico.
Willy è un bestemmiatore vichese con l'occhio guercio che mugula. Un gran ristoratore.
Willy non parla. Willy è un italiano vero, gesticola e impreca abbastanza.
All'onesta cifra di tre euro e cinquanta centesimi, da willy ti magni la paposcia.
La paposcia è quello che ti avanza quando fai il pane, se fai il pane. Poi lo cuoci al forno e lo imbottisci col pecorino podolico, se sei podolico.
A' paposc' è prodotto tradizionale da forno e qui potete verificare la scheda tecnica d'a paposc' fornita dal comune di Vico.
Il mio approccio con Willy non è stato sereno. Ho sbagliato io. A quello gli ho chiesto un panino!
Voleva cacciarmi dalla baracca, che là panini non ge ne stavano. Là ci stavano solo paposc'. Solo paposc' col pecorino podolico.
Comunque ho sbagliato io pure dopo, che la paposcia la volevo al tavolo fuori. E quello giustamente m'ha detto con tanda raffinata nonchalance che, molto serenamente, se desideravo mangiare la paposcia me l'andavo a prendere, me la magnavo, gli riportavo il piatto, e dovevo fare il voto a san rocco che non me lo faceva lavare, che là mica ci stavano i servi. Eh! Stabbbeeene.
Quel paio di ore di attesa le ho trascorse, manco fossi al cinema sotto le stelle, a godermi in diretta, scenette familiari podoliche che farebbero rabbrividire ciccio e franco nel loro periodo di più grande splendore e quando Willy decide che è arrivato il momento di pagare, io ringrazio, la madonna dell'ingoronata (sanda di foggia) e san rocco (sando di vico del gargano). Poi quello mi prende di sorpesa e si mette a urlare, come il più incazzato dei tarzan, il nome di giovannaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!.
Minchia, e cu fu sta giovanna?
Giovanna era la "segretaria amministrativa" addetta alla cassa.
Undici anni appena compiuti e tanto fisico.
"sono tre eur' e ginguand' pa' paposc,' chiù tre eur' c'à peron' (peroni), u total' sò sè eur e ginguaaaand'".
Minchia giovanna. Secondo me aveva imparato a scrivere da poco la bimbetta, e PAPOSCIA mica è una parolina così!
Sei euro e cinquanta di totale. Tanta voglia di ingozzarmi di paposcia. Tanta fame.
Il podolico non delude, e come da Willy, le paposce...sarà quella grinta in più, quel bestemmiare così naturale. Mè, sono stata troppo condenda.
Le pettole di vico invece, non sono le pallocce di pasta fritta che normalmente si spacciano a Foggia o a Lecce. Per non contestare il rigoroso principio vichese per cui, di qualasiasi cosa non si butta via niente, pure i pettl' sono lo scarto del pane.
N'zomma, lo appiattisci e lo friggi in almeno otto litri d'olio, per dargli quel sapore sembre podolico di vico e ci spalmi sopra il pummaroro e il formaggio, se di capra sà meglio!
Il risultato è, che ti si intosta la stomaco tipo cemento, però ci sono quei tre secondi di godimendo lendo che.......mè, le dovete provare.
Allego effigie di
PAPOSCIA E PETTOLA:


TS' CAPIT?

Willy è un bestemmiatore vichese con l'occhio guercio che mugula. Un gran ristoratore.
Willy non parla. Willy è un italiano vero, gesticola e impreca abbastanza.
All'onesta cifra di tre euro e cinquanta centesimi, da willy ti magni la paposcia.
La paposcia è quello che ti avanza quando fai il pane, se fai il pane. Poi lo cuoci al forno e lo imbottisci col pecorino podolico, se sei podolico.
A' paposc' è prodotto tradizionale da forno e qui potete verificare la scheda tecnica d'a paposc' fornita dal comune di Vico.
Il mio approccio con Willy non è stato sereno. Ho sbagliato io. A quello gli ho chiesto un panino!
Voleva cacciarmi dalla baracca, che là panini non ge ne stavano. Là ci stavano solo paposc'. Solo paposc' col pecorino podolico.
Comunque ho sbagliato io pure dopo, che la paposcia la volevo al tavolo fuori. E quello giustamente m'ha detto con tanda raffinata nonchalance che, molto serenamente, se desideravo mangiare la paposcia me l'andavo a prendere, me la magnavo, gli riportavo il piatto, e dovevo fare il voto a san rocco che non me lo faceva lavare, che là mica ci stavano i servi. Eh! Stabbbeeene.
Quel paio di ore di attesa le ho trascorse, manco fossi al cinema sotto le stelle, a godermi in diretta, scenette familiari podoliche che farebbero rabbrividire ciccio e franco nel loro periodo di più grande splendore e quando Willy decide che è arrivato il momento di pagare, io ringrazio, la madonna dell'ingoronata (sanda di foggia) e san rocco (sando di vico del gargano). Poi quello mi prende di sorpesa e si mette a urlare, come il più incazzato dei tarzan, il nome di giovannaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!.
Minchia, e cu fu sta giovanna?
Giovanna era la "segretaria amministrativa" addetta alla cassa.
Undici anni appena compiuti e tanto fisico.
"sono tre eur' e ginguand' pa' paposc,' chiù tre eur' c'à peron' (peroni), u total' sò sè eur e ginguaaaand'".
Minchia giovanna. Secondo me aveva imparato a scrivere da poco la bimbetta, e PAPOSCIA mica è una parolina così!
Sei euro e cinquanta di totale. Tanta voglia di ingozzarmi di paposcia. Tanta fame.
Il podolico non delude, e come da Willy, le paposce...sarà quella grinta in più, quel bestemmiare così naturale. Mè, sono stata troppo condenda.
Le pettole di vico invece, non sono le pallocce di pasta fritta che normalmente si spacciano a Foggia o a Lecce. Per non contestare il rigoroso principio vichese per cui, di qualasiasi cosa non si butta via niente, pure i pettl' sono lo scarto del pane.
N'zomma, lo appiattisci e lo friggi in almeno otto litri d'olio, per dargli quel sapore sembre podolico di vico e ci spalmi sopra il pummaroro e il formaggio, se di capra sà meglio!
Il risultato è, che ti si intosta la stomaco tipo cemento, però ci sono quei tre secondi di godimendo lendo che.......mè, le dovete provare.
Allego effigie di
PAPOSCIA E PETTOLA:


TS' CAPIT?

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mercoledì 12 agosto 2009
Promemoria estate 2009 (crà piscrà piscrid)
prossimamente yashanti racconta..aneddoti di Puglia:
- pettole e paposce
- l’arte dello scutulare
- divieto del giuoco del pallone in strada - ordinanza del Comune di Lavello
- inchiesta cumblan’r autopuglia: come l’auto diventa un trattore dopo 10 km di superstrada sterrata. Succede a Lucera
- speciale isole tremiti: vai ma non sai se torni! Mal che vada chiedi a Lucio Dalla
l'ordine sceglietelo voi...
saluttti!
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venerdì 31 luglio 2009
centro di gravità permanente
Scusate l'assenza recidiva, ma sto cercando il mio centro di gravità permanente.
Vi farò sapere.
Vi farò sapere.
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ABBRUTIMENTO
lunedì 20 luglio 2009
ricordami che devo morire!
a volte mi pare così esasperato questo voler fare necessariamente qualcosa della mia vita!!
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martedì 14 luglio 2009
lunedì 13 luglio 2009
Notte rosa. Quasi nera
Al mio segnale si è scatenato l'inferno. Manco fossi 'na gladiatora.
Nessuno osi ribellarsi. Io, meteosfiga della questione, ho acquisito poteri sorprendenti.
Rimini. 4uglio. Notte rosa. Rosa? Alla fine della giornata, nera stava. Nera incazzata.
Ottanta i gradi all'ombra il primo pomeriggio. Inchiovata a casa da mò, decido. Ho deciso che raggiungo gli amici e vado al mare.
Voglio vedere Giulianone Palmone on the beach.
Indossato il mutandone rosa da battaglia, parto. A14. Rimini nord. Camping italia.
Una passeggiata.
L'iter per raggiungere giulianone, esattamente dall'atra parte di una città, che sembra piccola ma ho scoperto tardivamente che manc pò cazz, è durato minuto più, minuto meno lo stesso tempo che serve per la salerno-reggio calabria. Pare che tutta l'europa andasse a vedere giulianone palmone. Pare pure, che tutta st'europa, ci andasse col bus undici.
Autobus undici, la senti questa voce? v-a-f-f-a-n-c-u-l-o!
Incontri ravvicinati dell'ottavo tipo. Consiglio il bus undici a chiunque cerchi esperienze sessuali alternative. Vi stupirebbe quanto piacere potrebbe darvi, l'essere sbattuti contro un'obliteratrice pubblica nel mentre che timbri il biglietto per usufruire di un mezzo, il quale probabilmente ti porterà a morte per asfissia prima che tu abbia il tempo di dire "senti bella, sorvolando su come cazzo ti sei vestita, forse non hai compreso, e questo non mi sorprende, che quello a cui sei aggrappata non è il manicotto del bus!".
Non so che dire. So solo che gi ultimi tre chilometri, ho preferito farli a piedi!
Alla fine l'ho visto giulianone palmone. Si era un tutt'uno pure lì. Però stavolta, niente obliteratrice. Solo sudore e birra. Birra e sudore. Un caldo, un caldo!
Fino a che: "e poi....non è vero che porto sfiga. Stasera nemmeno una goccia ha profanato sta serata!"
Dieci minuti dopo era l'apocalisse.
Una sfondata d'acqua che manco il titanic. Seee titanic. E che ci facevi cò la barca.
Sarà stata un'impressione ma mi pareva che tutta l'europa presente, nutrisse un pò di .."mò la corchiamo di mazzate a questa!"
Y: No problem, torniamo subito a casa con l'undici!
....
.....!
azz! no! lu undici no!
Infatti no. Erano le quattro di notte. Il primo libidinoso undici sarebbe passato alle sei AM.
Y: No problem paghiamo solo cinquantacinque euro per cinque chilometri e torniamo in taxi!
Il taxi non ci veniva a prendere che pioveva troppo assai. c-h-e-p-i-o-v-e-v-a-t-r-o-p-p-o-a-s-s-a-i!
Y: No problem rubiamo una bicicletta.
Problem. Siamo in otto!
Abbiamo aspettato la libidine fino alle otto AM. Si sarà sparsa la voce dell'obiteratrice, perchè tutti i bus previsti dalle sei AM, fino alle otto AM, erano indescrivibilmente sovrappopolati.
Notte rosa, sembra sposa.
E non ci coglioniamo che sposa bagnata è sposa fortunata!!!!
A quella gli girano le palle!
Ringrazio l'esimio suggeritore senza palle che mi ha "gentilmente" comunicato l'esatto numero in riferimento al bus libidinoso.
Distinti Saluti
Nessuno osi ribellarsi. Io, meteosfiga della questione, ho acquisito poteri sorprendenti.
Rimini. 4uglio. Notte rosa. Rosa? Alla fine della giornata, nera stava. Nera incazzata.
Ottanta i gradi all'ombra il primo pomeriggio. Inchiovata a casa da mò, decido. Ho deciso che raggiungo gli amici e vado al mare.
Voglio vedere Giulianone Palmone on the beach.
Indossato il mutandone rosa da battaglia, parto. A14. Rimini nord. Camping italia.
Una passeggiata.
L'iter per raggiungere giulianone, esattamente dall'atra parte di una città, che sembra piccola ma ho scoperto tardivamente che manc pò cazz, è durato minuto più, minuto meno lo stesso tempo che serve per la salerno-reggio calabria. Pare che tutta l'europa andasse a vedere giulianone palmone. Pare pure, che tutta st'europa, ci andasse col bus undici.
Autobus undici, la senti questa voce? v-a-f-f-a-n-c-u-l-o!
Incontri ravvicinati dell'ottavo tipo. Consiglio il bus undici a chiunque cerchi esperienze sessuali alternative. Vi stupirebbe quanto piacere potrebbe darvi, l'essere sbattuti contro un'obliteratrice pubblica nel mentre che timbri il biglietto per usufruire di un mezzo, il quale probabilmente ti porterà a morte per asfissia prima che tu abbia il tempo di dire "senti bella, sorvolando su come cazzo ti sei vestita, forse non hai compreso, e questo non mi sorprende, che quello a cui sei aggrappata non è il manicotto del bus!".
Non so che dire. So solo che gi ultimi tre chilometri, ho preferito farli a piedi!
Alla fine l'ho visto giulianone palmone. Si era un tutt'uno pure lì. Però stavolta, niente obliteratrice. Solo sudore e birra. Birra e sudore. Un caldo, un caldo!
Fino a che: "e poi....non è vero che porto sfiga. Stasera nemmeno una goccia ha profanato sta serata!"
Dieci minuti dopo era l'apocalisse.
Una sfondata d'acqua che manco il titanic. Seee titanic. E che ci facevi cò la barca.
Sarà stata un'impressione ma mi pareva che tutta l'europa presente, nutrisse un pò di .."mò la corchiamo di mazzate a questa!"
Y: No problem, torniamo subito a casa con l'undici!
....
.....!
azz! no! lu undici no!
Infatti no. Erano le quattro di notte. Il primo libidinoso undici sarebbe passato alle sei AM.
Y: No problem paghiamo solo cinquantacinque euro per cinque chilometri e torniamo in taxi!
Il taxi non ci veniva a prendere che pioveva troppo assai. c-h-e-p-i-o-v-e-v-a-t-r-o-p-p-o-a-s-s-a-i!
Y: No problem rubiamo una bicicletta.
Problem. Siamo in otto!
Abbiamo aspettato la libidine fino alle otto AM. Si sarà sparsa la voce dell'obiteratrice, perchè tutti i bus previsti dalle sei AM, fino alle otto AM, erano indescrivibilmente sovrappopolati.
Notte rosa, sembra sposa.
E non ci coglioniamo che sposa bagnata è sposa fortunata!!!!
A quella gli girano le palle!
Ringrazio l'esimio suggeritore senza palle che mi ha "gentilmente" comunicato l'esatto numero in riferimento al bus libidinoso.
Distinti Saluti
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ANCHE NO
mercoledì 8 luglio 2009
anteprima: reduce notte rosa
reduce dalla notte rosa...
non ho avuto tempo..
vi farò sapere dettagliatamen...de!
non ho avuto tempo..
vi farò sapere dettagliatamen...de!
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ANCHE NO
lunedì 8 giugno 2009
io la mia casa la voglio bene!
si lo so. E' grammaticalmente scorretto, ma rende una meraviglia.
E poi fa molto sud. Fa molto.."io la telefono!" oppure "scendi il cane che lo piscio!"
Fa molto sud.
Il terrone è un trasfertista di professione. Nasce ed emigra allegramente verso atri lidi.
Però non è che va verso il caldo. Va verso il freddo. Il terrone se ne va al nord. Niendedimeno?
Il fatto è. Lasciare la casa. Lasciare la precarietà. Lasciare le processioni e il mare; lasciare il pane buono, l'olio vero, l'origano profumato; lasciare il calore, la disoccupazione, i rioni; lasciare mammà.
Lasciare la casa. Lasciare la casa. Anche no quelle case importanti. Anche no quelle che ti perdi. Quelle che sanno di pane e latte, di figli, di tanti figli e mozzarelle, anche no di bufala. Di mozzarelle e basta.
Quelle case lì. Come si lasciano quando vai al nord quelle case lì?
Il mio uomo del sud, mi ha parlato di un certo disorientamento.
Allora gli ho chiesto se poteva essere come perdersi alla gara di orienteering delle medie. Che ad una certa, mi hanno data per dispersa e mi sono venuti a raccattare.
E lui mi ha detto che si. Che era così. Che solo, alla fine, sai che a raccattarti non ci viene nessuno. Che a malapena si sa dove stai. Che se poi ti chiamano per sapere dove stai, è importante che dici che stai a casa, anche se a casa non ci stai perchè ti sei perso, ed è importante dire pure che "a mamma la vuoi bene!".
Poi dice che quando rientri, nelle tasche cerchi ancora le chiavi col campanellino che erano quelle della casa di latte e pane, di figli, di tanti figli e mozzarelle, anche no di bufala. Di mozzarelle e basta.
E dice che poi sto campanellino non c'è. Non lo trovi. E dice che nemmeno sta casa c'è. C'è un'altra casa. Un'altra casa senza mozzarelle. Senza campanellino.
Allora io pensavo. Pensavo che potrei regalargli un campanellino.
Pensavo che potrei regalargli un campanellino e mozzarelle. Mozzarelle. Tante mozzarelle. Pensavo di bufala. Mozzarelle di bufala e figli. Pensavo figli. Tanti figli. Tanti.
Niendedimeno? eh!
E poi fa molto sud. Fa molto.."io la telefono!" oppure "scendi il cane che lo piscio!"
Fa molto sud.
Il terrone è un trasfertista di professione. Nasce ed emigra allegramente verso atri lidi.
Però non è che va verso il caldo. Va verso il freddo. Il terrone se ne va al nord. Niendedimeno?
Il fatto è. Lasciare la casa. Lasciare la precarietà. Lasciare le processioni e il mare; lasciare il pane buono, l'olio vero, l'origano profumato; lasciare il calore, la disoccupazione, i rioni; lasciare mammà.
Lasciare la casa. Lasciare la casa. Anche no quelle case importanti. Anche no quelle che ti perdi. Quelle che sanno di pane e latte, di figli, di tanti figli e mozzarelle, anche no di bufala. Di mozzarelle e basta.
Quelle case lì. Come si lasciano quando vai al nord quelle case lì?
Il mio uomo del sud, mi ha parlato di un certo disorientamento.
Allora gli ho chiesto se poteva essere come perdersi alla gara di orienteering delle medie. Che ad una certa, mi hanno data per dispersa e mi sono venuti a raccattare.
E lui mi ha detto che si. Che era così. Che solo, alla fine, sai che a raccattarti non ci viene nessuno. Che a malapena si sa dove stai. Che se poi ti chiamano per sapere dove stai, è importante che dici che stai a casa, anche se a casa non ci stai perchè ti sei perso, ed è importante dire pure che "a mamma la vuoi bene!".
Poi dice che quando rientri, nelle tasche cerchi ancora le chiavi col campanellino che erano quelle della casa di latte e pane, di figli, di tanti figli e mozzarelle, anche no di bufala. Di mozzarelle e basta.
E dice che poi sto campanellino non c'è. Non lo trovi. E dice che nemmeno sta casa c'è. C'è un'altra casa. Un'altra casa senza mozzarelle. Senza campanellino.
Allora io pensavo. Pensavo che potrei regalargli un campanellino.
Pensavo che potrei regalargli un campanellino e mozzarelle. Mozzarelle. Tante mozzarelle. Pensavo di bufala. Mozzarelle di bufala e figli. Pensavo figli. Tanti figli. Tanti.
Niendedimeno? eh!
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mercoledì 3 giugno 2009
la conta del terrone
Non l'ho detto a nessuno per evitare che i miei fans mi seguissero, creando code sulla A quattordici.
Sono stata a rimini. No rimini rimini. Viserba. No viserba viserba. Viserbella.
No all'hotel. Al campeggio. No in tenda. Nella casa rotante, che quando ci fai le cosette sconce le sentono tutti i coinquilini, che la casa ondeggia a seconda delle bottarelle.
Questo ponte della festa della nostra amata quanto nostra scialcquona quanto nostra repubblica è trascorso tra le bestemmie alle previsioni del meteo e la solita controversia sulla mia qualifica di polentona o terrona. Son problemi.
Le bestemmie sono partite subito.
Sabato. Sole troppo caldo, vento troppo freddo. Risultato: abbronzatura stelle e strisce.
Domenica e lunedì. La mia fama di induttrice di piogge da vacanza mi perseguita. Con la sola presenza in loco, ho creato le condizioni metereolgiche per dichiarare lo stato d'allerta pioggia in puglia nel settembre 2006, in sardegna nel marzo 2009, in sicilia, nell'aprile 2009.
Non potevo risparmiare la romagna. Sarebbe stato offensivo. Viserbella, giugno 2009.
Per quanto riguarda la questione terrona - non terrona, ho avuto modo di verificare che non sono ancora stata catalogata.
Infatti durante "la conta del terrone"*, gli amichetti mi schierano a loro piacimento per far vincere terroni o polentoni. In sostanza svolgo le funzioni di un jolly!
Il risultato di questa vacanza è stato che sono una bastarda porta sfiga.
Bella merda!
* la conta del terrone: giuoco ludico che prevede la partecipazione di almeno 3 elementi.
La persona del rilevatore, esaurisce la funzione del gioco contando le persone presenti in un loco e catalogandole individuamente, suddividendole nella categoria del terrone o del polentone. Vince la categoria più numerosa. Il gioco non richiede particolare movimento cerebrale.
Sono stata a rimini. No rimini rimini. Viserba. No viserba viserba. Viserbella.
No all'hotel. Al campeggio. No in tenda. Nella casa rotante, che quando ci fai le cosette sconce le sentono tutti i coinquilini, che la casa ondeggia a seconda delle bottarelle.
Questo ponte della festa della nostra amata quanto nostra scialcquona quanto nostra repubblica è trascorso tra le bestemmie alle previsioni del meteo e la solita controversia sulla mia qualifica di polentona o terrona. Son problemi.
Le bestemmie sono partite subito.
Sabato. Sole troppo caldo, vento troppo freddo. Risultato: abbronzatura stelle e strisce.
Domenica e lunedì. La mia fama di induttrice di piogge da vacanza mi perseguita. Con la sola presenza in loco, ho creato le condizioni metereolgiche per dichiarare lo stato d'allerta pioggia in puglia nel settembre 2006, in sardegna nel marzo 2009, in sicilia, nell'aprile 2009.
Non potevo risparmiare la romagna. Sarebbe stato offensivo. Viserbella, giugno 2009.
Per quanto riguarda la questione terrona - non terrona, ho avuto modo di verificare che non sono ancora stata catalogata.
Infatti durante "la conta del terrone"*, gli amichetti mi schierano a loro piacimento per far vincere terroni o polentoni. In sostanza svolgo le funzioni di un jolly!
Il risultato di questa vacanza è stato che sono una bastarda porta sfiga.
Bella merda!
* la conta del terrone: giuoco ludico che prevede la partecipazione di almeno 3 elementi.
La persona del rilevatore, esaurisce la funzione del gioco contando le persone presenti in un loco e catalogandole individuamente, suddividendole nella categoria del terrone o del polentone. Vince la categoria più numerosa. Il gioco non richiede particolare movimento cerebrale.
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RELAZIONI SOCIALI
venerdì 22 maggio 2009
lettera agli sposi Sconvenzionali
marito, moglie e genitori
in una botta sola!
avete creato il caos!
avete scandalizzato le nostre famiglie conservatrici,
avete dribblato il galateo,
fatto fuori il buon costume
e per questo, cari i miei sposi,
non possiamo far altro che
RINGRAZIARVI!
certo, il nostro contributo economico,
potrà servirvi al massimo
per pagare la bolletta del gas
ma siamo certi di rifarci in futuro
con un servizio baby sitter professionale.
...speriamo bene...
in una botta sola!
avete creato il caos!
avete scandalizzato le nostre famiglie conservatrici,
avete dribblato il galateo,
fatto fuori il buon costume
e per questo, cari i miei sposi,
non possiamo far altro che
RINGRAZIARVI!
certo, il nostro contributo economico,
potrà servirvi al massimo
per pagare la bolletta del gas
ma siamo certi di rifarci in futuro
con un servizio baby sitter professionale.
...speriamo bene...
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ANCHE SI
martedì 19 maggio 2009
opportunità a fondo
Se non fosse stato, certamente sarebbe.
Se fosse stato, ora non l'avrei voluto.
Ora ho e voglio e dio!!!!!!!
Quanto è semplice! Perchè allora non ho mai capito quanto sarebbe potuto essere semplice?
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
Ho vivamente intenzione di darmi quest' opportunità. E porca vacca, che qualcuno mi infili un razzo su per il culo se per qualche cazzo di motivo non mi vedrà respirarla a fondo.
Ogni santo giorno! Ogni maledetto giorno!
Questa opportunità sarà respirata cazzo!
Profondamente sarà respirata.
Se fosse stato, ora non l'avrei voluto.
Ora ho e voglio e dio!!!!!!!
Quanto è semplice! Perchè allora non ho mai capito quanto sarebbe potuto essere semplice?
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
Ho vivamente intenzione di darmi quest' opportunità. E porca vacca, che qualcuno mi infili un razzo su per il culo se per qualche cazzo di motivo non mi vedrà respirarla a fondo.
Ogni santo giorno! Ogni maledetto giorno!
Questa opportunità sarà respirata cazzo!
Profondamente sarà respirata.
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ABBRUTIMENTO
mercoledì 13 maggio 2009
la pace della casa
Al sud hanno uno strano concetto di pace.
Certo, non è che sto concetto si estende universalmente.
Questo concetto preciso, si estende limitatamente all'unica cosa che l'uomo del sud non può non avere per essere considerato vero uomo del sud.
Vero uomo del sud è colui il quale è proprietario o male male che va, titolare di diritti reali su appartamento, in stile rigorosamente barocco.
E' stato surreale il mio scendere dal pero quella volta.
Bene. Ora. credete che il senso di queste affermazioni, possa avere carattere interpretativo plurimo? Perchè se non è così:
Donne!!!! Apriamo le gambe. Che se anche non c'abbiamo la casa care mie, la pace non ce la toglie nessuno!! Ecchecazzo!
Certo, non è che sto concetto si estende universalmente.
Questo concetto preciso, si estende limitatamente all'unica cosa che l'uomo del sud non può non avere per essere considerato vero uomo del sud.
Vero uomo del sud è colui il quale è proprietario o male male che va, titolare di diritti reali su appartamento, in stile rigorosamente barocco.
E' stato surreale il mio scendere dal pero quella volta.
uomo del sud "Ciao tommaso, vieni ti presento la mia donna del nord!"
tommaso "Ah, ma dai. Del nord. (Scusa eh!). Ciao donna del nord"
donna del nord " Fanculo simpatico uomo del sud!"
tommaso "Insomma sei tu?"
donna del nord "Tu chi? Uoz?"
tommaso " Tu, la pace della casa!"
donna del nord " ........" "????????"
"....ahhhhhh! no guarda delle due è lui la pace della casa, io sono piuttosto selvaggia nelle discussioni, tendo all'egocentrismo, allo sfottismo, allo stronzismo, alla bastardaggine, cattiveria pura guarda. La pace della casa è lui"
tommaso " No guarda, la pace della casa sei tu. La pace della casa ce l'hai tu!!"
tommaso "Ah, ma dai. Del nord. (Scusa eh!). Ciao donna del nord"
donna del nord " Fanculo simpatico uomo del sud!"
tommaso "Insomma sei tu?"
donna del nord "Tu chi? Uoz?"
tommaso " Tu, la pace della casa!"
donna del nord " ........" "????????"
"....ahhhhhh! no guarda delle due è lui la pace della casa, io sono piuttosto selvaggia nelle discussioni, tendo all'egocentrismo, allo sfottismo, allo stronzismo, alla bastardaggine, cattiveria pura guarda. La pace della casa è lui"
tommaso " No guarda, la pace della casa sei tu. La pace della casa ce l'hai tu!!"
Bene. Ora. credete che il senso di queste affermazioni, possa avere carattere interpretativo plurimo? Perchè se non è così:
Donne!!!! Apriamo le gambe. Che se anche non c'abbiamo la casa care mie, la pace non ce la toglie nessuno!! Ecchecazzo!
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ANCHE NO
giovedì 30 aprile 2009
cara valentina..auguri internescional
questo è un articolo post. Un articolo post ma pre. Scritto pre, pubblicato post per motivi di svariata tipologia e natura. Ma cazzo dico. Cazzo.
E' un pre post perchè non ci sarò dove potrei essere e invece sono altrove.
E' un pre post di auguri alla mia amichetta disoccupata cum'amme.
Amichetta disoccupata cum'amme, son certa leggerai.
Avrei voluto farti un regalo come te l'avrebbe fatto tiziano ferro. Avrei voluto farti un regalo alla tiziano ferro, ma tiziano ferro non sono e anche qui per motivi di svariata tipologia e natura.
Allora ho pensato che dovevo fare qualcosa di grande. Voglio rendere i miei auguri a te. Voglio farlo in grande. I miei auguri a te diventeranno internescional. Pubblicando questo pre post, diventeranno internescional e tutti sapranno che ho un' amichetta disoccupata cum'amme che riceve questia uguri, che ci tengo assai a farli!
Auguri amichetta, ora sei internescional. E come ci si sente? a essere internescional.
Vorrei che tutti gli amichetti del blog facessero gli auguri. Altrimenti non è internescional.
Quindi amichetta anche fuori dal blog, i commenti internescional di questo pre post saranno tutti per te.
ACCORRETE ACCORRETE AMICHETTI DEL BLOG! FATE GLI AUGURI che questa è persona importante pure se n'c'ha na lira. E' importante assai e io mi sento in dovere.. che questi auguri siano internescional.
E' un pre post perchè non ci sarò dove potrei essere e invece sono altrove.
E' un pre post di auguri alla mia amichetta disoccupata cum'amme.
Amichetta disoccupata cum'amme, son certa leggerai.
Avrei voluto farti un regalo come te l'avrebbe fatto tiziano ferro. Avrei voluto farti un regalo alla tiziano ferro, ma tiziano ferro non sono e anche qui per motivi di svariata tipologia e natura.
Allora ho pensato che dovevo fare qualcosa di grande. Voglio rendere i miei auguri a te. Voglio farlo in grande. I miei auguri a te diventeranno internescional. Pubblicando questo pre post, diventeranno internescional e tutti sapranno che ho un' amichetta disoccupata cum'amme che riceve questia uguri, che ci tengo assai a farli!
Auguri amichetta, ora sei internescional. E come ci si sente? a essere internescional.
Vorrei che tutti gli amichetti del blog facessero gli auguri. Altrimenti non è internescional.
Quindi amichetta anche fuori dal blog, i commenti internescional di questo pre post saranno tutti per te.
ACCORRETE ACCORRETE AMICHETTI DEL BLOG! FATE GLI AUGURI che questa è persona importante pure se n'c'ha na lira. E' importante assai e io mi sento in dovere.. che questi auguri siano internescional.
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RELAZIONI SOCIALI
primo maggio: attenzione battaglione!
Allora. Sto partendo.
Me ne vado al sud, che qua c'ho la depressione da nebbia pioggia e intemperie varie.
Me ne vado a Foggia. Alle origini. Me ne vado al sole.
Non disperatevi nè esaltatevi, che torno domenica. Faccio giusto giusto una capatina.
Per mantenervi allenati, sabato troverò il modo per pubblicare un post e lasciarvi un compitino facile facile per le vacanze.
Un compito importante però, da svolgere con serietà e dedizione; quindi, per cortesia e per la madonna dell'incoronata, gli intelligenti aiutino i deficienti a farlo correttamente e i deficienti aiutino gli intelligenti a non rompere le palle.
Comunque sia, per ora non posso preannunciare ninti.
In mia assenza per cortesia, non sciallatevi.
Fate i bravi e annaffiate le piante.
Mi raccomando non fate casino.
Torno presto.
yashanduzza vostra.
Me ne vado al sud, che qua c'ho la depressione da nebbia pioggia e intemperie varie.
Me ne vado a Foggia. Alle origini. Me ne vado al sole.
Non disperatevi nè esaltatevi, che torno domenica. Faccio giusto giusto una capatina.
Per mantenervi allenati, sabato troverò il modo per pubblicare un post e lasciarvi un compitino facile facile per le vacanze.
Un compito importante però, da svolgere con serietà e dedizione; quindi, per cortesia e per la madonna dell'incoronata, gli intelligenti aiutino i deficienti a farlo correttamente e i deficienti aiutino gli intelligenti a non rompere le palle.
Comunque sia, per ora non posso preannunciare ninti.
In mia assenza per cortesia, non sciallatevi.
Fate i bravi e annaffiate le piante.
Mi raccomando non fate casino.
Torno presto.
yashanduzza vostra.
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ANCHE SI
venerdì 24 aprile 2009
solo una donna del sud
Io sono una donna del sud, nata al nord e sto nel limbo.
Il limbo. Mi viene sempre da pensare a Dante, ma poi non so continuare.
Allora mi viene sempre da pensare alla tangenziale Casalecchio - S. Lazzaro, quando ti trovi a dover scegliere se prendere per Ancona o per Milano.
Io sto all’autogrill. Ecco. Io non scelgo. Non so scegliere e sto lì, nell’autogrill. Nel limbo.
Io sono una donna del sud nata al nord. Sono una donna nel limbo.
Ho avuto la sensazione di entrare nel limbo verso i tredici anni, con l’avvento delle prime mestruazioni e relativo annuncio alla società.
Le mie amichette in tutta discrezione e con falsa vergogna annunciavano frettolosamente l’evento per poi introdursi immediatamente nel grande mondo delle puttansuore, mentre io? io no.
Io per il famoso evento, ( di discrezione manco a parlarne, anzi, con un gran chiasso) venivo caricata sul famoso IC Plus delle quindici e diciassette Bologna - Foggia per diventare “signorina” ed essere pubblicamente sputtanata con una festa di paese organizzata apposta apposta per l’occasione. E mentre le mie amichette si davano ai giochini sadomaso, vaglielo a spiegare che a me, se qualcuno mi deflorava poi mi dovevo sposare!
In realtà ho preso coscienza di essere incastrata nel limbo ben più tardi dei tredici anni.
In realtà ho preso coscienza della fregatura verso i quindici, quando ho capito la differenza tra trapiantato e meticcio.
Il trapiantato è colui il quale nasce al sud, vive al sud, si rompe il cazzo del sud, pensa cose meravigliose del nord, si installa al nord e per tutta la vita smadonna per non essere rimasto al sud imprecando quotidianamente che è meglio la disoccupazione dell’occupazione, se sei disoccupato ma col sole.
Il meticcio è colui che del sud ha, in ordine: i genitori, il sangue e o’core, la nonna, i venti zii, i diciotto cugini, i trenta nipoti, i quattro pronipoti, la casa in stile rococò, le terre e il santino di Padre Pio; ma soprattutto il meticcio è quello che il sud se lo ricorda perché da bambino, tutte le estati, andava a Mattinata.
Io sono meticcia. Io sto all’autogrill. Io sono nel limbo.
Io sono nel limbo perché alle amichette del nord devo spiegare che squarcella non è un insulto ma un dolce tipico pugliese, devo spiegargli che davanti alla famigghia alcune parole devono necessariamente subire modifiche di significato o di collocazione; nello specifico la parola convivenza, nella famigghia, equivale alla parola bottana e la parola sesso deve sempre essere accompagnata da altre due parole quali: matrimonio e figli (quest’ultima deve obbligatoriamente pronunciarsi al plurale); alle amichette del nord ad esempio era difficile far comprendere come mai a ventitre anni devessi rientrare a mezzanotte, e svampata la cazzata di cenerentola non potevo certo dirgli che papà mi corcava di mazzate se tardavo; allora ero costretta ad inventare che era per la nonna, perché la nonna si sentiva male e che la nonna si sentiva male sempre dopo la mezzanotte; spesso mi ritrovo a spiegare anche, che le fave non si danno solo ai maiali per sciacquarsi lo stomaco, che San Giovanni Rotondo non è realmente rotondo, che a cumblanare e l’autoscuola Autopuglia citate da Antono Albanese esistono davvero e che anche se nessuno ci crede l’uomo del sud è un gran lavoratore.
Sfigata come sono, sto cazzo di limbo è a più corsie quindi, contestualmente e in un’ unica soluzione alle amichette del sud devo spiegare che, mettere le adidas sotto il jeans non è un reato perseguibile penalmente, devo spiegargli che sochmel non sempre significa succhiamelo, che la gramigna non è una malattia virale e che se anche non sono sposata a ventisei anni la Costituzione mi riconosce ancora il diritto di vivere; devo inculcargli che se non mi trucco per uscire non significa che sono lesbica, che il mio monolocale di trenta metri quadri, davvero è una casa e che nonostante sia di difficile comprensione, l’uomo del nord sa anche scopare.
Il limbo rende confusi . Il limbo ti sdoppia.
Se sono al nord vivo da sola, fumo, bevo, mi abbrutisco, faccio una certa senza obblighi di orario, uso jeans da profuga, abolisco il tacco tredici, aborro il matrimonio, la prole faccio fatica a concepirla in ogni senso, ceno? mai!; se proprio devo, con porchetta e squacquerone, sbriciolo sul divano, nascondo sotto al tappeto; bevo birra in lattina e la bevo a canna, mi permetto di sognare, mi riprometto di cambiare, di assomigliare a qualcuno di meglio, assomigliare non mi piace, mi riprometto di reinventarmi meglio, non lo faccio mai, il meglio non sempre è meglio del peggio se il peggio ti rende felice.
Se sono al sud, col cacchio che vivo da sola, siamo almeno in quindici solo nell’antibagno; non fumo né bevo, che poi fa brutta impressione; non mi posso abbrutire, anzi mi devo depilare perchè l’occhio della zia non perdona e ci metto un attimo a passare per la sciantosa del paese; non ho obblighi di orario..perchè non esco, che qualcuno potrebbe sempre importunarmi e irretirmi; i jeans da profuga, papà, mi ha chiesto di lasciarli a casa mentre mi sganciava il centello per farmi mettere il completino da puritana; c’ho fatto su pure un cinquantello dalla mamma per salire sul tacco tredici; avrei potuto pagarmi una rata del mutuo se avessi ceduto sulla questione matrimonio e prole. Ho preferito il mutuo.
A cena siamo già aumentati di tre; mi sa che qualcuno l’abbiamo raccattato dalla strada per non essere dispari a tavola. Non c’è porchetta né squacquerone. Non c’è il tappeto, né tutto il resto. Però c’è vita. Tanta vita. E salsiccia. Tanta salsiccia passita e vino con grado alcolico ottocento, c’è odore di pesco, di pesco in fiore e odore di terra quella che dà da mangiare e ci sono cristi, tante immagini di cristi e madonne, tante madonne accompagnate da ceri, innumerevoli ceri e urla, assordanti urla di tradizione e di ‘mbriaghi; e caldo tanto caldo e calore, calore intensissimo, calore indispensabile calore da svenire.
Il mio limbo a volte stordisce, a volte affascina. A volte penso a quello degli altri.
Marjane Satrapi di Persepolis stava in un gran cazzo di limbo: Iran- America. Mozart. Il limbo di Mozart: un bambino-genio. Bukowski: un porno postino, scrittore tra i puritani. Michael Jackson: era nero e voleva essere bianco.
A pensarci a me è andata fatta bene. Io sono solo una donna del sud, nata al nord, che non promette nulla di buono.
Il limbo. Mi viene sempre da pensare a Dante, ma poi non so continuare.
Allora mi viene sempre da pensare alla tangenziale Casalecchio - S. Lazzaro, quando ti trovi a dover scegliere se prendere per Ancona o per Milano.
Io sto all’autogrill. Ecco. Io non scelgo. Non so scegliere e sto lì, nell’autogrill. Nel limbo.
Io sono una donna del sud nata al nord. Sono una donna nel limbo.
Ho avuto la sensazione di entrare nel limbo verso i tredici anni, con l’avvento delle prime mestruazioni e relativo annuncio alla società.
Le mie amichette in tutta discrezione e con falsa vergogna annunciavano frettolosamente l’evento per poi introdursi immediatamente nel grande mondo delle puttansuore, mentre io? io no.
Io per il famoso evento, ( di discrezione manco a parlarne, anzi, con un gran chiasso) venivo caricata sul famoso IC Plus delle quindici e diciassette Bologna - Foggia per diventare “signorina” ed essere pubblicamente sputtanata con una festa di paese organizzata apposta apposta per l’occasione. E mentre le mie amichette si davano ai giochini sadomaso, vaglielo a spiegare che a me, se qualcuno mi deflorava poi mi dovevo sposare!
In realtà ho preso coscienza di essere incastrata nel limbo ben più tardi dei tredici anni.
In realtà ho preso coscienza della fregatura verso i quindici, quando ho capito la differenza tra trapiantato e meticcio.
Il trapiantato è colui il quale nasce al sud, vive al sud, si rompe il cazzo del sud, pensa cose meravigliose del nord, si installa al nord e per tutta la vita smadonna per non essere rimasto al sud imprecando quotidianamente che è meglio la disoccupazione dell’occupazione, se sei disoccupato ma col sole.
Il meticcio è colui che del sud ha, in ordine: i genitori, il sangue e o’core, la nonna, i venti zii, i diciotto cugini, i trenta nipoti, i quattro pronipoti, la casa in stile rococò, le terre e il santino di Padre Pio; ma soprattutto il meticcio è quello che il sud se lo ricorda perché da bambino, tutte le estati, andava a Mattinata.
Io sono meticcia. Io sto all’autogrill. Io sono nel limbo.
Io sono nel limbo perché alle amichette del nord devo spiegare che squarcella non è un insulto ma un dolce tipico pugliese, devo spiegargli che davanti alla famigghia alcune parole devono necessariamente subire modifiche di significato o di collocazione; nello specifico la parola convivenza, nella famigghia, equivale alla parola bottana e la parola sesso deve sempre essere accompagnata da altre due parole quali: matrimonio e figli (quest’ultima deve obbligatoriamente pronunciarsi al plurale); alle amichette del nord ad esempio era difficile far comprendere come mai a ventitre anni devessi rientrare a mezzanotte, e svampata la cazzata di cenerentola non potevo certo dirgli che papà mi corcava di mazzate se tardavo; allora ero costretta ad inventare che era per la nonna, perché la nonna si sentiva male e che la nonna si sentiva male sempre dopo la mezzanotte; spesso mi ritrovo a spiegare anche, che le fave non si danno solo ai maiali per sciacquarsi lo stomaco, che San Giovanni Rotondo non è realmente rotondo, che a cumblanare e l’autoscuola Autopuglia citate da Antono Albanese esistono davvero e che anche se nessuno ci crede l’uomo del sud è un gran lavoratore.
Sfigata come sono, sto cazzo di limbo è a più corsie quindi, contestualmente e in un’ unica soluzione alle amichette del sud devo spiegare che, mettere le adidas sotto il jeans non è un reato perseguibile penalmente, devo spiegargli che sochmel non sempre significa succhiamelo, che la gramigna non è una malattia virale e che se anche non sono sposata a ventisei anni la Costituzione mi riconosce ancora il diritto di vivere; devo inculcargli che se non mi trucco per uscire non significa che sono lesbica, che il mio monolocale di trenta metri quadri, davvero è una casa e che nonostante sia di difficile comprensione, l’uomo del nord sa anche scopare.
Il limbo rende confusi . Il limbo ti sdoppia.
Se sono al nord vivo da sola, fumo, bevo, mi abbrutisco, faccio una certa senza obblighi di orario, uso jeans da profuga, abolisco il tacco tredici, aborro il matrimonio, la prole faccio fatica a concepirla in ogni senso, ceno? mai!; se proprio devo, con porchetta e squacquerone, sbriciolo sul divano, nascondo sotto al tappeto; bevo birra in lattina e la bevo a canna, mi permetto di sognare, mi riprometto di cambiare, di assomigliare a qualcuno di meglio, assomigliare non mi piace, mi riprometto di reinventarmi meglio, non lo faccio mai, il meglio non sempre è meglio del peggio se il peggio ti rende felice.
Se sono al sud, col cacchio che vivo da sola, siamo almeno in quindici solo nell’antibagno; non fumo né bevo, che poi fa brutta impressione; non mi posso abbrutire, anzi mi devo depilare perchè l’occhio della zia non perdona e ci metto un attimo a passare per la sciantosa del paese; non ho obblighi di orario..perchè non esco, che qualcuno potrebbe sempre importunarmi e irretirmi; i jeans da profuga, papà, mi ha chiesto di lasciarli a casa mentre mi sganciava il centello per farmi mettere il completino da puritana; c’ho fatto su pure un cinquantello dalla mamma per salire sul tacco tredici; avrei potuto pagarmi una rata del mutuo se avessi ceduto sulla questione matrimonio e prole. Ho preferito il mutuo.
A cena siamo già aumentati di tre; mi sa che qualcuno l’abbiamo raccattato dalla strada per non essere dispari a tavola. Non c’è porchetta né squacquerone. Non c’è il tappeto, né tutto il resto. Però c’è vita. Tanta vita. E salsiccia. Tanta salsiccia passita e vino con grado alcolico ottocento, c’è odore di pesco, di pesco in fiore e odore di terra quella che dà da mangiare e ci sono cristi, tante immagini di cristi e madonne, tante madonne accompagnate da ceri, innumerevoli ceri e urla, assordanti urla di tradizione e di ‘mbriaghi; e caldo tanto caldo e calore, calore intensissimo, calore indispensabile calore da svenire.
Il mio limbo a volte stordisce, a volte affascina. A volte penso a quello degli altri.
Marjane Satrapi di Persepolis stava in un gran cazzo di limbo: Iran- America. Mozart. Il limbo di Mozart: un bambino-genio. Bukowski: un porno postino, scrittore tra i puritani. Michael Jackson: era nero e voleva essere bianco.
A pensarci a me è andata fatta bene. Io sono solo una donna del sud, nata al nord, che non promette nulla di buono.
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